Marsella, S. White, V. A. Fadok, D. Wilson, R. Mueller, C. Outerbridge, W. Rosenkrantz
Veterinary Dermatology. 2023;34:175–208
Le malattie cutanee allergiche sono comuni nei cavalli in tutto il mondo. Le cause più comuni sono le punture di insetto e gli allergeni ambientali. Lo studio si pone l’obiettivo di revisionare la letteratura attuale e raggiungere un consenso su patogenesi, diagnosi, trattamento e prevenzione. Gli autori hanno revisionato la letteratura fino a novembre 2022. I risultati sono stati presentati al North America Veterinary Dermatology Forum (2021) e all’European Veterinary Dermatology Congress (2021). Il rapporto è stato messo a disposizione delle organizzazioni membri della World Association for Veterinary Dermatology per un feedback.
L’ipersensibilità alle punture di insetto (IBH) è la malattia cutanea allergica meglio caratterizzata. Una risposta immunoglobulinica (Ig)E contro gli antigeni salivari di Culicoides è ampiamente documentata. La genetica e i fattori ambientali svolgono un ruolo importante. Mancano test con elevata sensibilità e specificità e la diagnosi di IBH si basa sui segni clinici, sulla stagionalità e sulla risposta al controllo degli insetti. Eosinofili, interleuchina (IL)-5 e IL-31 sono oggetto di studio come bersagli terapeutici. Attualmente, il trattamento più efficace è l’allontanamento dagli insetti. Le evidenze esistenti non supportano l’immunoterapia allergene-specifica (ASIT) che utilizza estratti di Culicoides disponibili in commercio. L’ipersensibilità agli allergeni ambientali (dermatite atopica) è la seconda allergia più comune. Il ruolo delle IgE è supportato da indagini sierologiche, studi con test cutanei e risposta positiva all’ASIT. Gli studi prospettici, controllati e randomizzati sono limitati e il trattamento si basa principalmente su glucocorticoidi, antistaminici e ASIT sulla base di studi retrospettivi. Gli alimenti sono noti fattori scatenanti dell’orticaria, ma il loro ruolo nella dermatite pruriginosa è sconosciuto. L’orticaria ricorrente è comune nei cavalli, ma le nostre conoscenze sono limitate e focalizzate sulla risposta delle IgE e delle cellule T-helper 2.
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