R. Marsella; S. White; V. A. Fadok; C. Outerbridge; W. Rosenkrantz
Veterinary Dermatology. 2023;34:175–208. DOI: 10.1111/vde.13168

Prurito, orticaria e lesioni ricorrenti sono manifestazioni frequenti nella pratica clinica equina, ma identificarne con precisione l’origine allergica non è sempre semplice. Le linee guida della World Association for Veterinary Dermatology fanno il punto sulle conoscenze attuali, evidenziando come, accanto ad alcuni punti consolidati, persistano importanti aree di incertezza.

Il primo passo è riconoscere il principale trigger. L’ipersensibilità a Culicoides rappresenta la forma allergica più comune nel cavallo e la gestione dell’esposizione agli insetti costituisce, ad oggi, l’intervento con le evidenze più solide. La diagnosi rimane prevalentemente clinica, considerando anamnesi, stagionalità, distribuzione delle lesioni e risposta al controllo degli insetti.

Quando gli insetti non spiegano il quadro, il ragionamento diagnostico si amplia. Nella dermatite atopica possono essere coinvolti allergeni ambientali, come pollini, muffe, polveri e acari, mentre il ruolo degli alimenti rimane ancora poco definito. Nei casi cronici o ricorrenti, un’anamnesi dettagliata e un appropriato trial alimentare possono essere più utili dei test sierologici per gli allergeni alimentari, la cui affidabilità clinica è limitata.

Anche l’orticaria ricorrente richiede un approccio individualizzato. I possibili trigger sono numerosi e non sempre di natura allergica: insetti, alimenti, farmaci, vaccini, fattori ambientali e persino stimoli fisici possono contribuire alla comparsa delle lesioni. Per questo, la ricostruzione accurata della storia clinica rappresenta un elemento centrale dell’iter diagnostico.

 

Dalla storia alla gestione 

IBH: quando il pattern suggerisce gli insetti

L’ipersensibilità alle punture di insetto è un quadro fortemente pruriginoso, nel quale sedi delle lesioni e stagionalità possono riflettere l’esposizione alle diverse specie di Culicoides. La diagnosi è clinica e la risposta alle misure di controllo degli insetti è parte dell’inquadramento; tra le strategie disponibili, l’evitamento delle punture rimane quella con il supporto più documentato.

Sul fronte terapeutico, il principale messaggio è la scarsità di evidenze. Al di fuori del controllo degli insetti nell’ipersensibilità a Culicoides, molte strategie si basano su studi retrospettivi o sull’esperienza clinica. Le linee guida sottolineano quindi la necessità di studi prospettici e controllati che permettano di definire protocolli diagnostici e terapeutici realmente evidence-based.

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