Nutrapet.vet; febbraio 2024; Federico Scorza

Oggi più che mai il benessere dei cavalli negli sport equestri è al centro dell’attenzione. In risposta a questo esame, un organismo di punta, la Federation Equestre Internationale (FEI), ha creato una Commissione per l’etica e il benessere equino per proteggere la longevità del proprio sport. Tuttavia, affinché le strategie basate sul benessere abbiano successo, il concetto di benessere del cavallo deve allinearsi tra le varie parti interessate, compreso il pubblico in generale.

La natura carica di valore del welfare rende difficile un accordo sulla sua definizione, anche tra gli scienziati. Dato che si sa poco su come i cavalieri concettualizzano il benessere del cavallo, abbiamo intervistato 19 cavalieri dilettanti australiani attraverso il modello dei “cinque domini” (Mellor et al. 2020). Utilizzando l’analisi tematica riflessiva, sono stati identificati tre temi: (1) la buona gestione del cavallo è tangibile; (2) i proprietari interpretano erroneamente il comportamento indesiderato del cavallo; e (3) i cavalieri minimizzano pubblicamente le questioni relative al benessere del cavallo ma sono preoccupati in privato.
I nostri risultati evidenziano che i pensieri dei partecipanti sul benessere del cavallo non sono in linea con il modello dei cinque domini; l’ideale dei partecipanti di dare priorità al benessere del cavallo non è in linea con la loro pratica; e c’è incoerenza tra ciò che i partecipanti condividono pubblicamente e ciò che pensano in privato riguardo al benessere del cavallo. Questi risultati possono informare lo sviluppo di programmi per migliorare il benessere dei cavalli montati in tutto il settore equino. Come punto di partenza, sono necessari programmi che forniscano uno spazio sicuro ai cavalieri per esplorare le loro preoccupazioni private sul benessere dei cavalli e programmi che costruiscano una mentalità di partnership per facilitare lo scambio di conoscenze tra tutte le parti interessate.

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