nbf Possibile impiego dell'olio di semi di Ribes nel Mantenimento della Funzione della Barriera Cutanea e dell'Idratazione Transdermica nel cavallo

Il tegumento, uno degli apparati più estesi, ricopre il corpo proteggendo le cellule ed i tessuti sottostanti; senza di esso l’animale sarebbe rapidamente aggredito da batteri o altri patogeni o perirebbe a causa della perdita di acqua. La cute svolge diverse funzioni ed il suo ruolo è fondamentale nell’interazione dell’organismo con l’ambiente che lo circonda. Inoltre, è anche il più grande organo sensoriale dell’organismo, in quanto comunica con il sistema nervoso centrale attraverso numerose terminazioni nervose, responsabili della trasmissione degli impulsi nocicettivi, tattili, termici e pruriginosi. Una delle condizioni che più frequentemente comporta alterazioni della funzione di barriera della cute è l’esposizione a fattori ambientali di varia natura. In condizioni normali, tuttavia, la cute ha una notevole capacità di adattarsi ad eventuali insulti esogeni.

La produttività ed il benessere degli animali domestici possono essere gravemente compromessi dalla presenza di lesioni cutanee, più o meno complicate, specialmente durante i periodi in cui sono attivi (stagioni calde) i ditteri miasogeni, insetti che depositano uova o larve vive sui tessuti vivi provocando una parassitosi (detta miasi) più o meno grave. Le patologie cutanee sono piuttosto comuni nel cavallo, e spesso, anche se gravi, sono sottovalutate e considerate soltanto in base al danno estetico che producono. Tra le patologie dermatologiche più frequentemente riscontrate nel cavallo troviamo la dermatite estiva recidivante o DER (comunemente indicata come “ardori del cavallo” o “rogna estiva”), causata da una reazione allergica alla puntura di piccoli insetti, in particolare, di quelli appartenenti al genere Culicoides. La saliva di questi insetti (allergene), iniettata con la puntura, induce nei cavalli sensibilizzati (probabilmente a causa di una predisposizione genetica) una produzione esagerata ed incontrollata di anticorpi del tipo IgE, l’attivazione ed il richiamo di molte cellule “difensive”, quali i linfociti CD4-Th2 e i mastociti (ipersensibilità di tipo I). L’esito di tale reazione di ipersensibilità immediata si manifesta con la presenza di prurito e con l’insorgere di un danno a carico dei tessuti interessati. Sebbene non si tratti di una patologia altamente debilitante, l’irritazione è tale che il cavallo colpito dalla DER può essere nervoso al punto da impedirne l’utilizzo per l’attività sportiva. La sensibilizzazione verso gli allergeni è maggiore o minore a seconda dei soggetti (possono esserne colpiti cavalli di ogni razza ed età). Spesso si nota un’ereditarietà familiare, tuttavia non sembrano invece esistere predisposizioni legate al sesso o al colore del mantello.

Il principale segno clinico della DER è rappresentato dal prurito intenso, sempre presente, che provoca possibili autotraumatismi, caratterizzati dalla presenza di croste e papule, nelle zone interessate, che si infettano facilmente e da un ispessimento della cute e dalla consistente perdita di Le regioni tipicamente colpite sono quelle dove gli insetti trovano la pelle più sottile o più accessibile, di preferenza la faccia, il ventre lungo la linea mediana, l’attaccatura della coda e della criniera, ma la reazione allergica può estendersi anche a tutto il corpo. La diagnosi di DER si basa su anamnesi remota (episodi pregressi), stagionalità (primavera, estate ed autunno; sebbene possano persistere anche per tutto l’anno), presenza di insetti del genere Culicoides (più numerosi all’alba e al tramonto, scompaiono durante la giornata), segni clinici (tipo e sede delle lesioni). Nella formulazione della diagnosi ha importanza anche la risposta positiva a trattamenti antinfiammatori o all’uso di insetticidi.

Ad oggi, i sistemi di lotta utilizzati contro questa patologia sono molteplici, ma nessuno appare soddisfacente sotto tutti i punti di vista.

Ci sono due approcci di base:

  • minimizzare l’attacco degli insetti riducendo l’esposizione dei cavalli sensibilizzati ai Culicoides (pozze d’acqua stagnante, zone alberate, scuderizzarlo nelle ore in cui le zanzare attaccano di preferenza) o utilizzando una terapia insetticida (repellenti, apparecchi insetticidi, zanzariere alle finestre dei box);
  • diminuire l’infiammazione e il prurito con l’uso di una terapia sintomatica (antistaminici, corticosteroidi, antibiotici ad uso topico e/o sistemico).

L’uso di farmaci di tipo steroideo, che non risolvono definitivamente la patologia, ma agiscono alleviando semplicemente il prurito, risulta essere una terapia da utilizzare solo a breve termine e nei casi più gravi, per i possibili effetti collaterali. Nei cavalli sportivi in attività agonistica, a causa delle interferenze con i controlli anti-doping, le possibilità terapeutiche sono molto ridotte.

Numerosi prodotti a base di estratti naturali possono essere impiegati nei soggetti sensibili alla dermatite estiva recidivante possono essere impiegati per ristrutturare l’epidermide ed il mantello del cavallo, per favorire sia la riepitelizzazione che la ricrescita del pelo e per stimolare la cicatrizzazione delle ferite. Tra le varie piante utilizzate in Fitoterapia per le sue eccellenti qualità antinfiammatorie, antiallergiche e simil-cortisone, il ribes nero (Ribes nigrum) potrebbe essere un ottimo alleato nella lotta contro le dermatiti recidivanti. Il Ribes nigrum è un arbusto spontaneo della famiglia delle Grossulariaceae, originario delle zone montuose dell’Eurasia. Noto già da tempo per le sue proprietà antinfiammatoria, antidolorifica e antistaminica, viene utilizzato in fitoterapia e gemmoterapia, agendo positivamente sia a livello cutaneo che a livello delle vie respiratorie. Le sue gemme, ricche di olio essenziale, flavonoidi e glicosidi, agiscono in particolare come stimolante delle ghiandole surrenali nella produzione di cortisolo, che aiuta l’organismo a reagire alle infiammazioni. In particolare, la bacca di ribes nero risulta essere molto riccha di vitamina E, vitamina C, acidi grassi essenziali (acido linoleico e acido alfa-linolenico), acidi grassi polinsaturi (acido gamma-linolenico e acido stearidonico), polifenoli, antociani (pigmenti vegetali antiossidanti) e carotenoidi, che proteggono la cute dalle alterazioni provocate dai radicali liberi. Prodotti a base di olio di semi di ribes nero, inoltre, aiutano a rafforzare la membrana cellulare, riducendo, in particolare, la comparsa le recidive. Interessanti risultati, recentemente, sono stati ottenuti nel trattamento delle allergie cutanee con ribes nero sia nel cane che nel gatto, in quanto più del 50% dei soggetti trattati mediante la somministrazione giornaliera di olio di ribes nero per via orale ha evidenziato un eccellente miglioramento delle condizioni cliniche dopo due mesi di trattamento. Sulla base dei significativi risultati ottenuti negli animali da compagnia e sulla ridotta presenza di effetti collaterali in seguito alla somministrazione di olio di semi di ribes, potrebbe risultare molto interessante l’impiego di queste sostanze anche nel controllo e nella prevenzione delle allergie cutanee del cavallo.

Bibliografia

Scott D.W., Miller Jr W.H. Equine Dermatology. Elsevier Saunders, Philadelphia, PA. 2010. | Noli C., Carta G., Cordeddu L., Melis M.P., Murru E., Banni S. Conjugated linoleic acid and black currant seed oil in the treatment of canine atopic dermatitis: A preliminary report. Vet J. 2007. 173: 413–421. | Linnamaa P., Savolainen J., Koulu L., Tuomasjukka S., Kallio H., Yang B., Vahlberg T., Tahvonen, R. Blackcurrant seed oil for prevention of atopic dermatitis in newborns: A randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Clin Exp Allergy. 2010. 40: 1247-1255. | Scott D.W., Miller Jr. W.H. Medical management of allergic pruritus in the cat, with emphasis on feline atopy. J South Afr Vet Assoc. 1993. 64: 103-108.